venerdì 17 febbraio 2017

Valentina Giura, vince l'originale Premio Moda Sanremo 2017

Intervista a Valentina Giura, vincitrice del Premio Moda Sanremo 2017

Valentina Giura nasce a Taranto e il suo amore per la sartoria, la moda e l’arte la porta a trasferirsi dalla sua città natale per affinare la sua formazione nel settore della moda e del fashion design. Consegue il Diploma in Sartoria donna - Stilista di moda; si Laurea in Scenografia alle Belle Arti di Lecce e intraprende il Master in Fashion Graphic Designer presso la Camera Nazionale della Moda Italiana a Milano. Nel 2003 collabora come Assistente Stilista alla collezione F/W 2003 per la seconda linea armaniana “Erreuno”; Lavora come Costumista e Assistente Scenografa presso il Teatro Politeama a Lecce; lavora in diverse aziende come Fashion Designer; Docente di Figurino e tecniche pittoriche e Docente di Tecniche della Modellistica, Sartoria e del Moulage. Nel 2010 fonda il Brand “Valentina Giura Haute Couture” affiancando al suo lavoro di freelance una linea e un marchio sartoriale in grado di esprimere la propria individualità e cifra espressiva.che si nutre di contaminazioni e suggestioni che confluiscono in creazioni femminili e innovative rispondenti alla tradizione sartoriale più rigorosa. Tra i vari eventi fashion organizzati dal brand, il più rilevante è stato "Le Baroque Nouveau" una collezione ispirata ai colori e le volumetrie in chiave moderna del periodo Barocco, tenutosi nella suggestiva cornice dell' ex Convento "Le Monacelle" a Matera il 24 Ottobre 2015. In occasione dell'evento è stato disegnato e creato un abito ispirato al logo Matera Capitale della Cultura Europea 2019. Tra le partecipazioni a livello nazionale nel Luglio 2016 vince il Premio Moda D' Autore, categoria "professionisti del settore", nella prestigiosa location "Terrazza a Mare" di Lignano Sabbiadoro.

Valentina, come nasce l'idea di creare abiti? Credo che sia l’unione fra un’indole caratteriale innata e la passione per l’arte sartoriale, la moda ed il fashion design. Il bagaglio culturale, la formazione che si integrano poi con la propria essenza: l’amore per l’arte, la manipolazione dei tessuti, l’armonia e i contrasti dei colori. Quando creo un abito faccio in modo che ci si ricordi del volto della donna che lo indossa e non solo del vestito. L’abito non deve essere più importante della sua anima e della sua personalità. Ho sempre cercato di interpretare l’eleganza in forme nuove, sia nelle creazioni per la sposa che per la cerimonia; la spiccata tendenza all’innovazione si combina all’attenzione per il dettaglio e per la rifinitura tipica della sartoria classica. Il design e dei materiali scelti in simbiosi con ricercatezza artigianale voglio che generino un impatto visivo e sensoriale unico. 

Da dove nascono le tue idee? Le mie collezioni sono spesso tessute da un’emozione prima ancora che da una stoffa. E’ l’emozione che mi guida nel processo creativo. La donna è sempre l’anima che indossando l’abito lo conduce, lo esprime. Ognuna alla sua maniera, aggiungendo il suo tocco personale. La moda è strumento espressivo, è un completamento della personalità in un rapporto dialettico. Mi ispira ciò che mi circonda, la vita, la natura, la musica, l’amore che provo e che ricevo. Il processo creativo è sfuggente e indipendente:decide lui quando arrivare e come esprimersi, io mi limito ad assecondarlo e dargli una forma. Nascendo come ispirazione il primo schizzo esprime l’espressione figurativa di un sentimento. I tessuti e i colori più classici vengono poi rivisitati, li nutro di contaminazioni e suggestioni che confluiscono in creazioni femminili e innovative interpretando l’eleganza sempre in forme nuove. 

In cosa ti ritieni diversa da altri stilisti? Mi definisco un “couturier”, lo stilista-artigiano: disegno e realizzo sartorialmente ciascun prototipo. In realtà il mio gusto è molto eclettico. C’è una forte voglia di indipendenza,voglio lasciare spazio alla mia creatività e credo che la cosa più importante in questo momento sia l’intuizione, l'istinto. Attraverso uno stile carismatico e non convenzionale gioco tra virtuosismo nella lavorazione dei materiali, innovazione e stile senza tempo rendono i miei capi unici e versatili. La preziosità di ogni singolo capo non deriva solo dalla scelta dei tessuti ma anche dalla ricercata ed esclusiva tecnica sartoriale del moulage: la preziosissima e antica arte dell’Haute Couture con la quale creo il prototipo in tridimensione direttamente sul manichino, ottenendo effetti anche scenografici non realizzabili con la modellistica bidimensionale su cartamodello. Inoltre molti capi delle mie collezioni sono stati interamente cuciti a mano anche assemblando centinaia di moduli in pizzo disegnati e realizzati da me. La donna da cui traggo ispirazione in ogni collezione, vuole distinguersi mettendo in risalto la propria personalità con un avvincente gioco di contrasti, un mix sensuale tra trasparenze e volumi, sempre esaltando l’essenza femminile. 

Come hai creato il tuo staff? Il lavoro di squadra è fondamentale. Mi avvalgo in primis di figure professionali che ho cresciuto professionalmente nel tempo. La mia esperienza come docente mi aiuta a percepire gli animi e le attitudini dei miei allievi. Credo sia essenziale in un team il rapporto umano, la fiducia e il rispetto dei ruoli. Nel mio staff ogni mio collaboratore ha un ruolo specifico e mi affianca meticolosamente dal processo creativo sino alla realizzazione del prototipo o capo finito. Adoro il confronto e poter lavorare circondata da persone di ogni genere:mi ispirano, mi stimolano. Nel mio concetto di moda c’é un mix tra creatività, follia, apertura e disciplina. La professionalità è richiesta insieme ad un mix di senso estetico e qualitativo. 

Come ti sei trovata al Premio Moda? Partecipare al Premio Moda di Casa Sanremo Style é stato per me un grande onore, ancor di piú lo é stato lavorare accanto ad un team di professionisti di alto livello, quali Devis Paganelli ed il suo staff di collaboratori. Un'esperienza elettrizzante, ricca di emozioni e momenti unici, impossibili da dimenticare. Professionalità, allegria e gioco di squadra sono state le chiavi vincenti di questo meraviglioso evento.

Cosa suggerisci a chi si affaccia al mondo della moda per la prima volta?Vivo il mio lavoro con estrema professionalità, anche la fama e la notorietà sono degli strumenti da gestire accuratamente che fanno parte di questo mestiere. Consiglio a chi e’ attratto solo dalle luci e dalla gloria di un momento di capire a fondo le proprie capacità, le proprie attitudini e passioni. Il pubblico capisce immediatamente se ami quello che stai facendo e se lo fai, lo amerà anche con te. Sono necessari responsabilità e capacità di relazionarsi in ambienti differenti dal loro: tanti giovani sono rassegnati e al posto di “fare” il mondo, lo subiscono, non concentrandosi sul proprio percorso, ma commentando quello degli altri e trovando ogni scusa possibile per non prendersi la responsabilità dei loro insuccessi. Dipende da cosa vuoi fare, ci sono mestieri che necessitano di mero studio ed altri di esperienza. Non basta solo la passione, e’ fondamentale studiare, confrontarsi con l’innovazione e fare tantissima pratica armandosi anche di molta pazienza e dedizione.Chi si approccia a questo meraviglioso mondo E’ lo stesso giovane di ieri e di domani. Ambizione, serietà, professionalità e perché no, una bella faccia tosta. Si avverte sempre di più l’esigenza di possedere abiti che abbiano un senso e un valore, che ci rappresentino, che vestano la nostra persona senza essere sostituiti o buttati di continuo. Un’esigenza sentita anche dai giovani. Una sensibilità diffusa con la quale credo che anche il fashion system debba confrontarsi. Dopotutto ci sentiamo tutti diversi e speciali, ma il mondo ne ha visti di tutti i colori. E’ una strada che non si finisce mai di percorrere.

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